Behap

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Operatrice del benessere: il massaggio come scelta di vita!

19/09/2026

Ed ecco che, sulla mia scrivania vige di nuovo il caos… sai che novità… ma un caos costruttivo. Non sempre lo è, alle volte è caos e basta, fine a se stesso.

Mi piace il caos.

È proprio questo caos che mi ha spinto a scrivere.

Scrivo per mettere ordine nella mia mente.

Scrivo per chiudere capitoli della mia vita.

Tuttavia “chiudere” non è sinonimo di “dimenticare” ed io non voglio farlo, di conseguenza ho deciso di scrivere, scrivere per poi pubblicare.

Ho quasi terminato di scrivere un diario (verrà pubblicato a breve) e sto a buon punto per quanto riguarda il mio libro dei

Sono felice.

Sono felice perché vedo del materico nel mio mondo, un mondo costituito, perlopiù da pensieri, da parole e da tutto ciò che materico non è.

Buon viaggio a me.

Buon viaggio a chi deciderà di farlo insieme a me ♥️

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18/09/2026

Essere cinica, per me, è un’aspirazione, una vocazione.

Essere cinici significa essere liberi e non non essere empatici… anche se ormai di questo termine se ne fa un abuso tale per cui se ne sta perdendo il valore autentico.

Ecco perché quando mi sento additare come “cinica”, per me, è un grandissimo complimento.

La realtà è che anche per offendere ci vuole intelligenza, ci vuole studio, applicazione, concretezza.

Non è facile nemmeno offendere così come non è facile toccare le corde della logica, del ragionamento.

Più facile, invece, è toccare alcune emozioni come la rabbia, la tristezza… più facile stimolare alcune emozioni e sentirsi “empatici” per questo, o peggio, credere che “la gioia” sia l’unica emozione che deve guidare la nostra esistenza.

Ecco perché non pubblico molto: perché non amo suscitare determinate emozioni. Non è la mia modalità.

Non ho maschere da mostrare, non posso far vedere quanto io sia brava nell’affrontare problemi né di quanto io sia stata brava in passato a “rialzarmi”.

Non lo sono stata.

Ho fatto fatica, mi sono rialzata facendomi aiutare e brandelli di quel dolore sono ancora con me pronti a risvegliarsi se sollecitati.

Sono una persona che cammina e che spesso si fa aiutare, una persona che non ha stampato in volto “la gioia”, ma una miriade di emozioni che cambiano e che si sovrappongono, quasi come una danza, fra loro.

Faccio poche foto perché quando sono felice me ne dimentico e quando sono triste o arrabbiata non ci penso proprio.

Le foto si fanno di proposito ed io non amo mettermi in posa, o peggio, giocare a far finta di essere stata fotografata all’improvviso… non fa per me. Sono poco commerciale, lo so bene, ma credo nella selezione naturale, di conseguenza i miei clienti, seppur scarsi in numero, sono il genere di clienti che ho sempre desiderato avere.

Non mi interessano i numeri, mi interessa chi ha voglia di camminare con me lavorando soprattutto sulla logica.

Tutto qui.

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12/09/2026

La delusione non esiste, è solo nella nostra testa. La delusione è uno scarto: è quello scarto che sentiamo fra quello che è e quello che ci saremmo aspettati.

Tutti rimaniamo delusi, tutti siamo deludenti.

Basterebbe non aspettarsi nulla. È una parola!

In realtà tutti cerchiamo una coerenza, ci aspettiamo che l’altro faccia ciò che dica, ci aspettiamo che si comporti coerentemente a certi nostri principi. Questa coerenza ci da sicurezza.

È un po’ come riuscire a tenere tutto sotto controllo, ma l’umano, si sa, è sempre creativo e allora… ci rimaniamo male pensando di essere stati traditi, usati… in realtà l’altro si è semplicemente comportato secondo la sua natura e non secondo le nostre aspettative.

Personalmente rimango spesso delusa, forse perché non smetto di crearmi aspettative, lo faccio continuamente. Non smetto perché io investo nei rapporti, anche in quelli più superficiali e dunque rimango spesso delusa.

Il punto non è la delusione che senti in quel momento, ma il dopo… personalmente non giustifico l’altro e vado avanti, ma vado semplicemente avanti perché deludere/rimanere delusi è un qualcosa che accade, un prezzo da mettere sul conto quando inizi a frequentare e dunque so che accadrà.

La delusione, tuttavia, non è un limite per me, non è un impedimento, ma una lezione che imparo.

Tutto qui ♥️

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11/09/2026

E mentre si disquisisce sul termine “femminicidio” è morta un’altra donna.
Scaraventata nel vuoto.
Si è resa conto che per lei non ci sarebbe più stato un domani. L’ultima sua immagine, l’ultima sua sensazione è stato il vuoto, la mancanza di sostegno.

Questa è la fotografia della quotidianità nella quale tante, troppe, donne sono costrette a vivere.

Una mentalità che ci vuole ancora accudenti, madri, accoglienti, solerti… una mentalità che ci racconta di “avere una marcia in più” e ce ne siamo talmente convinte che lo diciamo anche noi donne: “le donne hanno una marcia in più” e, in nome di questa marcia, aiutiamo il maschietto che per struttura è mancante di questa marcia.

Noi donne non abbiamo una marcia in più!

Abbiamo tutti le stesse marce, gli stessi strumenti.

Basta con le giustificazioni, basta con la storiella della donna che deve essere protetta, basta con le gelosie, con le “condivisioni” di coppia esagerate.

Molte donne non escono più da sole se non per incombenze, non hanno amicizie al di fuori della coppia, devono chiedere per poter andare a mangiare una pizza con un’amica, con un amico non osano nemmeno.

Basta!!!

Ci sono donne che muoiono ogni giorno a causa dei propri partner, ogni santo giorno e stanno zitte per amore “di famiglia”, per amore “di figli”, perché non sono indipendenti (e non parlo solo di indipendenza economica).

Donne che tollerano tradimenti, che giustificano lo scatto del proprio partner “perché è nervoso”… donne che ai continui “chi era al telefono?”, “dove sei stata?”, “dove sei?”, “con chi sei?”, “quando torni?” rispondono sempre perché “è rispetto”; donne che tornano a casa dopo un momento trascorso con le amiche e sopportano le battute, i musi… questa modalità è una tecnica che serve a piegare, a spegnere la propria vita sociale, la propria indipendenza.

Queste storie vanno chiuse.

Da sola si può vivere perché quello che vivete non è vita, ma sopravvivenza

05/08/2026

sono sempre stata definita una con un carattere di 💩

In realtà sono solo una da prendere a piccole dosi e di tanto in tanto. Come tanti. Come forse praticamente tutti.

Siamo tutti pesanti a lungo andare, anche chi è molto leggero alla lunga diventa pesante proprio per questo

Non mi faccio un cruccio per come sono, ma nemmeno un vanto. Cambio di me alcune cose solo per mia necessità e non certo per la necessità del mondo che mi circonda

Non cerco approvazione, non mi serve; mi servono critiche costruttive, di quelle che aiutano a crescere. Mi interessano proposte di riflessione. Il resto onestamente per me conta tanto quanto…

Divento spigolosa e particolarmente rigida quando ho di fronte a me “la sciocchitudine”, il qualunquismo e il vittimismo. A dire il vero tollero poco anche i mastri don Gesualdo, ma con loro ho un approccio differente: se là mastrodongesualdite è solo “di forma” provo solo pena, se è di sostanza provo grande ammirazione

Come li distinguo? È semplice: se si vergognano della loro storia, delle loro origini, degli altri fanno parte della prima categoria, se si “vergognano” di se stessi della seconda

Abbastanza banale comprendere le due categorie

Con i suddetti personaggi sono particolarmente rigida e non perché attivo un meccanismo di difesa, non è questo il meccanismo di difesa che utilizzo, ma perché non voglio confrontarmi e non voglio confrontarmi perché, in realtà, mi scontrerei. Ecco… più vado avanti e più evito gli scontri

Non è vigliaccheria, non lo sono e se anche lo fossi non lo considererei un insulto, ma è causato dal mio vivere a risparmio

Troppa energia per litigare e, onestamente, ne devi valere la pena. Per tutto il resto invoco la telepatia

29/07/2026

“Accogli il futuro”, è una frase bellissima

Accogliere il futuro, lasciare andare il passato e vivere il presente

E come se non bastasse: stando bene

Hai detto “fischia!”!!!

Il problema più grande è che il presente è un risolvere problemi e godersi gli intervalli presenti occupandosi e non preoccupandosi

Hai detto niente!

Eppure è possibile cercare di farlo, c’è un modo per provarci: quello di volerlo fare

Il punto è che in tanti non vogliono risolvere i problemi, ma vogliono avere ragione e, in forza di quella ragione, risolvere il problema e stare anche bene

Dalle mie parti si dice: “chi cchiu?!” (“Cos’altro?”)

Purtroppo non è possibile poter procedere in questa maniera, l’unico modo è mettersi in discussione, ma farlo davvero, spogliandosi del proprio ruolo, delle proprie convinzioni e, soprattutto, dei propri pregiudizi

Se vuoi stare bene la tua priorità è quella di stare bene e non di “aver ragione”

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25/07/2026

Quando il giudizio è sbagliato? Quando in realtà si tratta di pregiudizio

Sembra banale eppure si fa questo errore continuamente

Il mio compagno, qualche giorno fa, mi disse: “se io ti colpissi, secondo te, la gente chi crederebbe a me o a te?”

Una domanda che potrebbe risultare ovvia eppure a me ha fatto pensare molto

C’è chi riesce a vivere una doppia vita: quella “in casa” e quella “fuori casa”, personalmente potrei fare diversi esempi a tal proposito… e la difficoltà più grande, se ci trovassimo in una situazione del genere, è farsi credere

La maggior parte delle persone, nonostante dica di essere razionale, in realtà, si lascia guidare dal pregiudizio e non riesce ad essere razionale, a giudicare i fatti, ad ascoltare con un orecchio non incrostato dalle proprie opinioni

Giudicare in maniera retta è sicuramente molto complesso, ma l’unico modo per tentare di farlo e avvicinarsi il più possibile al “retta” è quello di ascoltare. Un ascolto che non deve essere privo di giudizio, ma teso verso esso

Un ascolto che, nella prima fase, deve essere pronto ad accogliere il dato, così com’è, senza interpretarlo.

L’interpretazione è l’ultima fase e può avvenire solo ed esclusivamente quando si hanno tutti gli elementi, altrimenti rimarremo sempre vittime del pregiudizio ed incapaci di aiutare chiunque

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24/07/2026

Ebbene sì, mi sono decisa a scrivere anche io.

“Eeeehhh ci mancavi solo tu!”

Effettivamente è così, io mancavo ed ho deciso di esserci.

Ho deciso di scrivere perché dovevo soddisfare una mia esigenza.

Il mio è un bisogno.

Dunque, dopo il mio diario, ve ne parlerò in seguito, sto scrivendo un libro che parla di Chakra con lo sguardo rivolto alla New Age.

Questo che sto scrivendo è messo all’interno del mio progetto ™️

Ovviamente dopo aver delineato il progetto questo va supportato con letture e studio. Non potevo non avere uno dei libri più importanti per la New Age riguardante i Chakra

Questa è una seconda edizione di un libro che non si trova più, l’ho preso su eBay ed è del 1977… ho già detto che adoro i vecchi libri di seconda mano?! 🥰

PS: non sono diventata una fan della New Age 🤭

23/07/2026

Continuo a pensare che sia cosa buonissima e giustissima e che uno dei danni più seri è stato proprio quello di considerarlo il male per eccellenza

Giudicare è sacrosanto l’importante è che il giudizio sia utile e non una banale modalità per etichettare l’altro per sentire il piacere di essere stato buono e giusto

Giudicare significa ragionare, significa criticare usando il senso critico, significa delineare il problema

Se ne disegna il contorno e lo si fa per step:
1) si raccoglie il dato
2) lo si contestualizza
3) lo si interpreta
4) si agisce di conseguenza

Sul punto 4) in realtà c’è anche la possibilità di non agire o di farlo parzialmente. Dipende dalla situazione

Qui siamo sul piano esclusivo del raziocinio, le emozioni colorano il tutto, ma il problema si deve prima delineare

Questa è la mia esperienza; mi rendo conto che può sembrare duro, che può sembrare freddo, ma io ho sempre voluto risolvere i problemi e non star lì a perdere tempo nelle giustificazioni o nei discorsi che ti riportano sempre al punto di partenza

Prima delineo e poi coloro… questo il mio modo di affrontare le cose

Non mi interessa passare per “anaffettiva”, mi interessa risolvere e stare bene

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