Roberta Trabucco Makeup Alchemist

Roberta Trabucco Makeup Alchemist

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Roberta Trabucco Makeup Alchemist, Bellezza, cosmetici e cura del corpo, Rome.

Laureata in Psicologia • Trainer • Operatore Olistico • Imprenditrice • CEO Alchemist Academy • Cromoterapeuta

✨Influencer iscritta albo AGCOM✨

Makeup Artist dal 1998, una passione che oggi è la mia professione come Makeup Alchemist®️
✨✨✨

16/08/2026

“ADATTO ALLA PELLE MATURA.”
Ma siamo sicure che questa frase dica davvero qualcosa sulla nostra pelle?

C’è un cambiamento nel mondo beauty che aspettavo da tempo.

Sempre più riviste, brand e creator stanno finalmente dedicando spazio alle donne over 40 e over 50.

Fondotinta per pelli mature.
Correttori per pelli mature.
Blush per pelli mature.
Skincare per pelli mature.

E apparentemente sembra una conquista.

Finalmente veniamo viste.

Ma proprio qui intravedo un rischio sottile:

trasformare l’età in una tipologia di pelle.

Perché “pelle matura” descrive una fase della vita.

Non racconta necessariamente come sia quella pelle.

Pensiamo a due donne di 52 anni.

Una può avere una pelle secca, sottile e sensibile.

L’altra può avere ancora una produzione sebacea importante.

Una può convivere con acne adulta.

Un’altra con rosacea.

Una può presentare un fotodanno significativo, un’altra molto meno.

Hanno la stessa età.

Ma hanno davvero bisogno dello stesso fondotinta?

È qui che vorrei cambiasse anche il nostro modo di parlare di make-up over 40.

Forse la domanda più interessante non è:

“Qual è il miglior fondotinta dopo i 50?”

Ma:

“Cosa devo osservare nella mia pelle per scegliere il fondotinta più adatto a me?”

Ed ecco che l’età lascia spazio alla conoscenza.

Osservo la texture.

Valuto il livello di disidratazione.

Guardo come il prodotto si comporta nelle zone che si muovono continuamente, soprattutto intorno agli occhi e alla bocca.

Imparo quanto prodotto utilizzare.

Capisco quanto conta la preparazione della pelle.

Scelgo consapevolmente finish e luminosità.

Perché anche una frase apparentemente innocua come:

“Dopo i 40 devi usare prodotti cremosi”

rischia di diventare l’ennesima regola universale applicata a milioni di donne completamente diverse.

Con l’età alcune persone possono sperimentare maggiore secchezza o cambiamenti della texture cutanea.

In quei casi una formulazione più flessibile, insieme a una preparazione adeguata della pelle, può certamente risultare più armoniosa.

Ma questo è molto diverso dal dire:

“Hai 50 anni. Questo è il prodotto per te.”

Ed è qui che per me si trova la vera evoluzione del beauty over 40.

Essere finalmente rappresentate è importante.

Essere comprese è ancora più importante.

Vorrei arrivassimo a un beauty nel quale una donna non scelga un fondotinta perché sulla confezione c’è scritto “mature skin”.

Vorrei che sapesse guardarsi allo specchio e riconoscere:

questa è la mia pelle oggi, queste sono le sue caratteristiche e questo è ciò di cui ha bisogno.

Perché abbiamo combattuto abbastanza contro gli stereotipi legati all’età per crearne semplicemente di nuovi.

La tua età racconta una parte della tua storia.
La tua pelle racconta la sua.

E le due cose non sono sinonimi.

E voi cosa preferireste trovare in un contenuto beauty?

“I 5 migliori fondotinta dopo i 50”

oppure

“Ti insegno a capire quale fondotinta funziona sulla tua pelle dopo i 50”?

Io so già quale dei due vorrei insegnarvi a scegliere.

Roberta Trabucco • Makeup Alchemist

15/08/2026

LA PROSSIMA BATTAGLIA DEL BEAUTY?
FARSI CAPIRE DALLE DONNE. E ANCHE DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE.

Per anni la comunicazione beauty ha funzionato attraverso parole potentissime:

“Pazzesco.”
“Miracoloso.”
“Devi averlo.”
“Il prodotto che ti cambia la pelle.”

Parole capaci di creare desiderio.

Ma oggi credo che stiamo entrando in una fase diversa.

Un recente report di NielsenIQ sulla comunicazione beauty evidenzia quanto trasparenza, completezza delle informazioni e qualità dei contenuti di prodotto stiano diventando importanti nel percorso d’acquisto.

Perché oggi scopriamo un prodotto sui social, cerchiamo informazioni online, confrontiamo recensioni, acquistiamo attraverso piattaforme diverse e, sempre più spesso, possiamo persino chiedere a un’AI:

“Questo prodotto è adatto alla mia pelle?”

E allora cambia anche il lavoro di chi comunica beauty.

Dire:

“Questo siero è pazzesco”

crea emozione.

Dire:

“È un siero pensato soprattutto per una pelle disidratata, contiene questi attivi, ha questa texture, sulla mia pelle ho osservato questo risultato e realisticamente possiamo aspettarci questo”

crea qualcosa di molto più prezioso:

consapevolezza.

E forse questa sarà una delle grandi trasformazioni della comunicazione beauty.

Non dovremo necessariamente smettere di emozionare.

Dovremo imparare a far convivere:

DESIDERABILITÀ + EDUCAZIONE + CHIAREZZA

Perché una donna informata non ha bisogno di cento aggettivi.

Ha bisogno delle informazioni giuste per capire se quel prodotto abbia senso per lei.

E dopo i 40 questo diventa ancora più importante.

Quando la pelle cambia e contemporaneamente aumentano prodotti, attivi, percentuali, trend e promesse, aggiungere altre informazioni può creare soltanto rumore.

La vera competenza sarà forse riuscire a fare l’opposto:

rendere semplice ciò che è diventato complicato.

C’è poi un’altra trasformazione affascinante.

Quello stesso contenuto chiaro, preciso e strutturato che aiuta una persona a comprendere un prodotto diventa anche più facilmente interpretabile dai sistemi di intelligenza artificiale che raccolgono e confrontano informazioni provenienti da fonti diverse.

Quindi forse, paradossalmente, per comunicare meglio con l’AI dovremo prima imparare a comunicare meglio con gli esseri umani.

Meno superlativi.
Più contesto.

Meno “compralo”.
Più “ti spiego per chi può avere senso”.

Meno promesse universali.
Più aspettative realistiche.

Perché per me il futuro della comunicazione beauty non sarà riuscire a convincere una donna che ha bisogno di un altro prodotto.

Sarà darle abbastanza strumenti da poter dire:

“Adesso ho capito. Posso scegliere da sola.”

Ed è proprio qui che vorrei aprire una riflessione con voi.

Quando ascoltate qualcuno parlare di un cosmetico, cosa vi fa fidare di più: l’entusiasmo con cui ve lo consiglia o la chiarezza con cui vi spiega anche per chi potrebbe NON essere la scelta giusta?

Roberta Trabucco • Makeup Alchemist

Nota: i dati citati provengono da analisi NielsenIQ di market intelligence e descrivono l’evoluzione del commercio e dell’informazione beauty; non costituiscono una ricerca psicologica peer-reviewed né dimostrano che uno specifico formato di contenuto generi universalmente maggiore fiducia o maggiori vendite.

15/08/2026

DOPO I 50 NON SMETTI DI INTERESSARTI ALLA BELLEZZA.
SPESSO INIZI A INTERESSARTENE IN MODO DIVERSO.

Per anni il mondo beauty ha parlato soprattutto alla giovinezza.

Poi, quasi improvvisamente, una donna entrava nella categoria “anti-age”.

Come se tra i 25 e i 50 anni esistesse soltanto una cosa da fare: cercare di fermare il tempo.

Eppure qualcosa sta cambiando.

Il Beauty Trend Tracker di Vogue Business segnala una crescente attenzione verso brand e prodotti pensati esplicitamente per le donne tra i 40 e i 65+, compresa quella che oggi viene definita “hormone-aware skincare”.

Ma il dato che trovo ancora più interessante arriva da YouGov.

Nel 2026, tra le donne britanniche over 50 intervistate, il 45% dichiara che il proprio interesse per la skincare è aumentato rispetto a 10-15 anni prima.

Fermiamoci un momento su questo dato.

Perché racconta qualcosa che nel beauty abbiamo sottovalutato a lungo:

la donna matura non sta uscendo dal mercato della bellezza.

Può, al contrario, diventare ancora più interessata alla cura della propria pelle.

Semplicemente, cambiano le domande.

A 20 anni posso chiedermi quale sia il prodotto del momento.

Dopo i 40 posso iniziare a chiedermi:

“Cosa sta succedendo alla mia pelle?”

Perché è diventata più secca?
Perché sembra meno elastica?
Perché prodotti che utilizzavo da anni improvvisamente sembrano comportarsi diversamente?

Perimenopausa e menopausa stanno finalmente iniziando a essere raccontate anche nel beauty come fasi specifiche della vita, con cambiamenti e bisogni che meritano di essere compresi.

Ed è qui che, secondo me, dovrebbe cambiare anche la comunicazione.

Meno accumulo. Più comprensione.

Meno trend presi in prestito. Più esigenze reali.

Meno “devo sembrare più giovane”.
Più “voglio riconoscermi meglio”.

Questa è una mia lettura editoriale dei cambiamenti che stiamo osservando, non una conclusione quantitativa delle ricerche citate.

E c’è un’altra precisazione importantissima.

Quando incontrate espressioni come “hormone-aware skincare”, ricordate che stiamo parlando soprattutto di una categoria cosmetica e commerciale.

Un prodotto può essere formulato tenendo conto di caratteristiche frequentemente associate alla transizione menopausale, come secchezza, maggiore fragilità o cambiamenti della barriera cutanea.

Questo NON significa che una crema possa “riequilibrare gli ormoni”.

Prendersi cura della pelle e intervenire sull’assetto endocrino sono due cose completamente diverse.

Ed è forse proprio questa la direzione che vorrei vedere sempre di più nel beauty over 40:

non prometterci di tornare indietro.

Aiutarci a capire meglio dove siamo adesso.

Perché la bellezza adulta non ha bisogno di essere tradotta con il linguaggio della giovinezza.

Ha bisogno finalmente di un linguaggio tutto suo.

E voi, Alchimiste, vi sentite realmente rappresentate dalla comunicazione beauty dedicata alle donne over 40 e over 50?

Roberta Trabucco • Makeup Alchemist

14/08/2026

RETINOLO + HPR + PEPTIDI: PIÙ ATTIVI SIGNIFICA DAVVERO PIÙ EFFICACIA?

Quando leggiamo sulla confezione di un cosmetico:

Retinolo + HPR + Peptidi

la nostra mente fa velocemente un’associazione:

tre attivi interessanti insieme = risultato ancora più potente.

Ma scientificamente possiamo davvero parlare di sinergia?

Non necessariamente.

Uno studio pubblicato sul Journal of Cosmetic Dermatology ha valutato per otto settimane un siero contenente retinolo, hydroxypinacolone retinoate (HPR), peptidi e silibina in donne cinesi di mezza età con fotoinvecchiamento lieve.

I ricercatori hanno utilizzato diversi livelli di valutazione — modelli cellulari, cute ex vivo e osservazione clinica — rilevando miglioramenti in diversi parametri, tra cui:

• rughe
• elasticità
• idratazione
• funzione della barriera cutanea
• pigmentazione

con una buona tollerabilità della formulazione studiata.

La parte interessante è che la ricerca ha cercato anche di collegare gli effetti osservati ad alcuni meccanismi biologici coinvolti nella matrice extracellulare e nella segnalazione TGF-β/Smad.

Fin qui sembrerebbe tutto meraviglioso.

Ma c’è un dettaglio fondamentale quando impariamo a leggere la scienza dietro un cosmetico.

Gli autori dello studio appartengono al Research & Innovation Center di Proya Cosmetics, l’azienda che sviluppa il prodotto studiato.

Questo non significa che i risultati siano automaticamente privi di valore.

Significa che dobbiamo leggerli per quello che sono: dati interessanti che richiedono anche conferme indipendenti.

E soprattutto lo studio riguarda quella specifica formulazione nel suo insieme.

Non dimostra automaticamente che:

❌ HPR sia superiore al retinolo
❌ retinolo e peptidi “moltiplichino” la produzione di collagene
❌ più attivi nella stessa formula significhino necessariamente maggiore efficacia
❌ la stessa combinazione, inserita in qualsiasi altro cosmetico, produca gli stessi risultati

Ed è qui che arriviamo alla skincare dopo i 40.

A volte siamo talmente concentrate sulla percentuale più alta, sull’attivo del momento o sulla formula apparentemente più potente che dimentichiamo tre elementi fondamentali:

FORMULAZIONE + TOLLERABILITÀ + COSTANZA

Una skincare efficace deve anche essere una skincare che la nostra pelle riesce a tollerare e che possiamo utilizzare con continuità.

Perché avere il retinoide “più potente” sulla mensola serve a poco se la nostra pelle ci costringe a sospenderlo continuamente.

Quindi la prossima volta che leggete la parola “sinergia”, fatevi una domanda:

è stata realmente dimostrata la superiorità della combinazione oppure è stata semplicemente dimostrata l’efficacia del prodotto che contiene quegli ingredienti?

Sembrano la stessa cosa.

Scientificamente, non lo sono.

Ed è proprio questa consapevolezza che ci permette di passare dalla rincorsa all’ingrediente miracoloso a una skincare realmente costruita sulla nostra pelle.

Roberta Trabucco • Makeup Alchemist

14/08/2026
14/08/2026

DOPO I 40 DOBBIAMO DAVVERO ESSERE “ANTI-ETÀ”?

C’è una parola che nel beauty continuiamo a utilizzare quasi automaticamente: anti-age.

Anti-età.
Come se l’età fosse qualcosa contro cui combattere.
Come se ogni ruga fosse un errore da correggere.
Come se prenderci cura del nostro viso significasse necessariamente cercare di riportarlo indietro nel tempo.

Eppure una recente ricerca qualitativa pubblicata nel 2026 sul Journal of Women & Aging, dedicata all’esperienza di donne in perimenopausa e postmenopausa, racconta qualcosa di molto più interessante.

Accanto alla pressione sociale verso un aspetto giovane emerge il desiderio di continuare a prendersi cura di sé senza considerare l’età un difetto.

Ed è qui che, per me, cambia completamente il significato della skincare.

Una crema può certamente avere una funzione cosmetica.
Possiamo parlare di idratazione, barriera cutanea, elasticità, luminosità e degli attivi più adatti a una pelle che cambia.

Ma quel gesto quotidiano può avere anche un altro significato.

Continuità. Identità. Riconoscimento di sé.

Perché il volto cambia durante la vita, ma continua a raccontare chi siamo.

Forse allora, dopo i 40, abbiamo bisogno di parlare un po’ meno di “lotta contro l’invecchiamento” e molto di più di cura della pelle che invecchia.

Sono due prospettive profondamente diverse.

La prima parte dall’idea che qualcosa debba essere cancellato.

La seconda parte dalla conoscenza:
capisco come sta cambiando la mia pelle, comprendo ciò di cui ha bisogno e scelgo consapevolmente come prendermene cura.

Ed è per questo che questa frase mi è rimasta dentro:

“Prendersi cura della pelle dopo i 40 non significa dichiarare guerra all’età. Significa continuare ad abitare il proprio volto.”

Forse il vero positive ageing comincia proprio da qui.

Non dalla rinuncia alla skincare.
Non dalla rinuncia al make-up.
Non dalla rinuncia al desiderio di sentirci belle.

Ma dalla possibilità di utilizzare tutto questo per accompagnarci nel cambiamento, anziché combatterci.

E ora sono curiosa di sapere cosa ne pensate voi:

la parola “anti-age” vi rappresenta ancora oppure sentite anche voi il bisogno di un nuovo linguaggio per raccontare la bellezza dopo i 40?

Nota scientifica: lo studio citato è una ricerca qualitativa condotta su uno specifico gruppo di donne serbe in perimenopausa e postmenopausa. È quindi utile per comprendere vissuti, linguaggio e motivazioni, ma i risultati non possono essere generalizzati a tutte le donne.

Roberta Trabucco • Makeup Alchemist

14/08/2026

Lo sguardo è la porta dell’anima, e merita sempre di brillare.

Attraverso la cromoterapia e l’approccio prismatico, ogni palette di colori diventa uno strumento per illuminare non solo gli occhi, ma anche l’energia che comunichi al mondo.

Quale colore ti fa sentire più luminosa? Scrivilo qui sotto.

Ad maiora semper✨
Roberta🌹

11/08/2026

Episodio 7 | A cosa serve il Setting spray mist

In questa serie Makeup Step by Step ti sto dando alcuni suggerimenti utili per migliorare la tua manualità con il makeup ✨

Continua a seguire la serie e se hai ulteriori domande, ti aspetto nei commenti

Ad maiora semper✨
Roberta🌹

11/08/2026

La presenza è la forma più autentica di bellezza.

Essere qui, ora, con te stessa, è il primo passo del metodo prismatico che applico ad ogni percorso di trasformazione.

La bellezza consapevole nasce dalla connessione con il momento presente.

Raccontami nei commenti, cosa significa per te “essere presente”?

Ad maiora semper✨
Roberta🌹

10/08/2026

Videolezione per te✨La coprenza del fondotinta dipende da…

Il modo in cui scegli di applicare il fondotinta cambia la resa finale e la copertura.

Io oggi ho scelto un finish naturale, effetto seconda pelle perché per me il makeup non deve MAI essere una “maschera” ma un’esaltazione di ciò che già è sulla pelle, come ad esempio la lucentezza.

Ora dimmi come applichi il fondotinta e parliamone nel prossimo video✨

Ad maiora semper ✨
Roberta🌹

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