Poliofficine
Un centro poli funzionale a Roma e Policoro. Psicologia, ben- essere e arte in un unico luogo.
12/02/2026
Di alcune storie mi rimane attaccata la polvere. Quello strato sopra le cose che restano. Traccia del tempo, della memoria.
E’ come un gancio che mi sposta dentro qualcosa che e’ stato chiuso, forse dimenticato, e lo rimette in vita.
Si percepisce l’energia residua, spesso tossica. Il grigio. In un dialogo tra presenza e assenza, tra ci sono e ho abbandonato. Ci sono segni visibili di un tempo che non e’ più, dell’attesa, e qualcosa che si deposita sulle cose. Che non si stacca. Immobile, incessante, lento. Dimenticato.
Di molte storie mi rimane attaccato uno strato. E divento più grande.
19/01/2026
Sono rinciampata in questa parola… la rimetto qui.
Le parole di PoliOfficine: Carezza.
SIGNIFICATO: tocco di mano che è dimostrazione di affetto, benevolenza e simili; manifestazione di affetto.
Alla base della carezza c’è il caro (o amato) e viene aggiunto il suffisso -ezza.
Ma non è la “carezza” che ha a che fare con il valore e l’essere costoso.
L’unico significato possibile è un gesto che fa diventare concreto quel caro, quell’amato.
Illustrazione: Rocio Vigne
16/01/2026
Lui ha 7 anni. Ci vediamo il giovedì alle 17:10. Arriva correndo con il grembiule blu che ha sempre i segni delle attività del giorno: il colore giallo, il cioccolato della torta per il compleanno di Lorenzo, il bianco del gesso… forse per l’interrogazione di matematica.
D. Disegna ancora le persone senza occhi. Ha deciso che non vedere e’ meglio.
Ieri, seduti sulle poltrone bianche, abbiamo scoperto che possiamo “scegliere cosa vedere e cosa non vedere”. Se guarda di fronte non vede la sedia e la scrivania (al lato), e se vuole vedere basta girare la testa…e lo sguardo inserisce anche la sedia.
Insomma POSSIAMO SCEGLIERE COSA GUARDARE.
Poi abbiamo deciso di aggiungere una magia, un super potere della mente: ora POSSIAMO SCEGLIERE anche COME guardare. Doveva cercare tutte le cose “ok” nella stanza, come se dovesse mettere 👍like.
Il lampadario e’ buffo, il quadro bello, anche questa casetta di Natale, il mondo con la luna (costruito da Alice), la lampada buffa, l’opera d’arte con i pezzettini trovati per strada, la sveglia nera, e dietro la tenda “il Mare”.
Se decidiamo di cercare le cose ok. Tutto e’ ok, Nonostante la vita “non ok di D.” 7 anni, che ieri mi ha fatto riscoprire un’emozione tra le più importanti: La Sorpresa.
👍
16/12/2025
Oggi ha piovuto tutto il giorno. Una pioggia incessante. Costante.
E mentre fuori pioveva dentro la mia stanza avveniva per tutta la giornata una cosa che conosco bene, ma che oggi era diventata più vivida. S-travolgente.
Le relazioni non seguono la logica. Se ne fottono di quello che e’ giusto, cosa non bisogna fare,
Ciò che sentiamo parla di noi. Di una parte/bisogno/stile di attaccamento che prende spazio. “Come un trattore che smuove tutto, e mischia radici, terra, erba, semi.”
Abbiamo pianto, stretto fazzolettini tra le mani, detto parolacce, e cercando di rimettere al centro l’unica vera cosa che può davvero farci cambiare. La storia che vuole essere sentita. Che racconta. Spiega. Spezza.
Ci siamo guardati. Abbracciati (sì si può eccome se si può). E stabilito cosa fare se..
Fuori pioveva ancora.
06/11/2025
Quando hai una preoccupazione che fai?
La tengo dentro la testa o la dico a bassa voce .
E poi?
E poi aumenta. Da 7 diventa 10. A volte diventa rabbia. Viola.
Abbiamo trasformato il corpo in una casa e abbiamo chiesto al mostriciattolo viola cosa succedeva, se voleva uscire a fare una passeggiata. Abbiamo passeggiato per le strade e ammirato gli alberi e i fiori. E il cielo.
Così e’ entrato l’azzurro. E la preoccupazione e’ diventata 4.
14/10/2025
Mi hanno chiesto che senso ha per me il mio lavoro.
Nella risposta che ancora sto costruendo ci sono i miei occhi attenti, che tengono tutto. Un maschile che racconta storie di sacrifici e successo. L’abbondanza del nutrimento che an-cor-a. Tanti specchi. Qualcosa che cresce. Le mie mani aperte.
10/10/2025
Quello che mi piace di più del mio lavoro e’ il toccare.
Nel palazzo di via Flaminia, al primo piano, sulle poltrone bianche dove il Sole entra solo in alcuni mesi, le persone da tanti anni appoggiano tante cose.
“Sono care le domande, e difficili le risposte con cui convivere”. Siamo pazienti con quello che e’ irrisolto e tentiamo ogni ora di entrare in stanze interiori segrete simili a libri scritti in lingua straniera.
Contattiamo con rispetto. Senza fretta.
Vulnerabili e autentici.
E con-prendiamo cose buone al nostro essere.
10 Ottobre Giornata della Salute Mentale
06/10/2025
Ho cercato di farlo con Dolcezza. Quella che serve per il dolore. Ho sorriso, perché a 16 anni avrebbero sorriso, piano, nonostante tutta la vita che portava alla morte. Ho pronunciato ogni nome e cercato di dargli spazio in una memoria universale che oggi ha le misure di una striscia di stoffa bianca. Ho respirato piano, come un rito che accompagna queste anime in un viaggio ancora sospeso tra quello che e’ stato e quello che speriamo non sarà mai più.
Insieme ad altre artiste e ricamatrici sto partecipando a un progetto che trasforma il dolore in memoria: scriveremo e ricameremo su stoffa i nomi dei bambini uccisi a Gaza.
Ogni pezzo di tessuto porterà una traccia, una voce, un battito. Tutti insieme diventeranno un’unica opera collettiva, un lenzuolo di memoria e resistenza, perché ricordare è un atto d’amore e di responsabilità.
Grazie .gradara e .camicie
11/07/2025
Spesso ci sforziamo di essere come crediamo di dover essere.
Ma il vero cambiamento non e’ lo sforzo, il
rincorrere un ideale. E’ un incontro, un dialogo con chi siamo davvero.
🌱 La psicoterapia non ci trasforma. Ci aiuta a tornare a casa, dentro di noi.
09/06/2025
Succede che si esce, dal corpo, dalla vita. Per non sentire. Per staccarci dal non buono per noi.
Poi arriva qualcuno, qualcosa e ci riporta a casa.
Ci vede. Ci prende. Ci risentiamo dentro un corpo che e’ casa di tante cose
E così avviene che l’amore guarisce. Cura. Ci ricorda chi siamo e chi vogliamo essere.
30/05/2025
Nel corpo che abitiamo ci sono tutte le sensazioni, emozioni e pensieri. I ricordi di chi siamo stati, e la percezione di chi siamo. La rappresentazione di noi e’ un insieme di tutto quello che attraverso il corpo e’ arrivato a noi. I quadri che ci hanno emozionato. La musica che e’ diventata culla. Il profumo che ci parla di casa. I sospiri. I respiri. E le carezze, i gesti, il contatto di chi ci ha accolto, con-presi, contenuti. Sostenuti. Curati.
Il corpo e’ la casa dei ricordi e delle esperienze.
E’ il primo Io. E anche il primo Tu con cui ci rapportiamo.
Il corpo racconta.
21/05/2025
Stare nel cuore ha qualcosa a che fare con il dare senso. Con l’agire consapevole. Con la presenza. Con il sentire… feeling.
Questa e’ la mia mano dice la ragione.
Questa mano e’ mia dice il cuore, l’Io, la consapevolezza di essere.
La ragione ci dice cosa e’ giusto fare.
Il cuore ci incoraggia a fare ciò che e’ giusto PER NOI.
E’ un ascolto. Una verità che sta in fondo. Che dice cosa c’è.
Parla di qualcosa di autentico. Di vero. Nucleare. Assoluto.
Spesso la ragione distorce. Taglia. Impastisce. E cambia la forma.
“Sara, mi sento orfana. Lo so che i miei genitori non sono mai stati accudenti. Ma ora lo sento davvero.”
“Ora che viviamo insieme ho sentito che lui non c’è in questa convivenza. Anche se lo sapevo già, ora l’ho sentito che non e’ il posto per me”.
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Via Flaminia 19, Roma/Via G. S. Bernardo 83
Policoro
Orario di apertura
| Lunedì | 08:00 - 20:00 |
| Martedì | 08:00 - 20:00 |
| Mercoledì | 08:00 - 20:00 |
| Giovedì | 08:00 - 20:00 |
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