Psy Chakra
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26/09/2026
Nervo Vago: quando CERVICALGIA e ANSIA lo "infiammano". Ecco i sintomi e le soluzioni!
"Nervo vago infiammato" è un'espressione che ormai gira ovunque, e si legge dappertutto.
Il problema è che quel nervo, tecnicamente, non si infiamma: una infiammazione del nervo vago vera e propria non esiste, e non c'è neanche nessun esame che la possa mostrare.
In realtà, che la parola sia corretta o meno non importa molto, perchè è assolutamente vero che il Nervo Vago, il nostro nervo più importante e principale sistema anti infiammatorio del corpo, può essere fortemente DISTURBATO.
E succede perché intorno a lui le condizioni sono diventate ostili.
Oggi ti faccio l'elenco di cosa lo disturba e quello dei sintomi che ne derivano, e ti dico cosa si può fare per rimettere le cose a posto.
🧠 CHE LAVORO FA IL NERVO VAGO, E PERCHÉ PASSA PROPRIO DAL COLLO
Il nervo vago parte dal tronco dell'encefalo, la parte più bassa del cervello, scende a lato delle vertebre cervicali e poi inizia letteralmente a vagare, da cui il nome.
Innerva quasi tutti gli organi: cuore, polmoni, laringe, stomaco, intestino. È il protagonista del parasimpatico, la parte del sistema nervoso che entra in funzione nei momenti di tranquillità.
In pratica è il freno del corpo. Quando il cervello gli manda corrente, il battito rallenta, la digestione parte e tutto il corpo scala una marcia.
Adesso guarda dove deve passare per fare tutto questo. Il collo non è una strada libera: è un passaggio stretto, dove muscoli, vasi e nervi stanno appiccicati come dentro un ascensore pieno. E se in quell'ascensore qualcuno spinge e non smette più per mesi, il nervo non si ammala, ma lavora in un ambiente scomodo e trasmette peggio.
⚡ LE DUE COSE CHE LO DISTURBANO SUL SERIO
La prima è la cervicalgia, cioè la contrattura e l'infiammazione persistente dei muscoli del collo e della nuca.
Il muscolo più coinvolto è lo sternocleidomastoideo, quello in rilievo ai lati del collo quando giri la testa. Si aggancia in alto alla mastoide, cioè proprio nella piccola zona alla base del cranio da cui il vago esce per iniziare la sua discesa. E dallo stesso pertugio esce anche il nervo che comanda lo sternocleidomastoideo.
La seconda è l'ansia protratta, ed è ancora più importante della prima. Il freno non si abbassa da solo, lo abbassa il cervello, e lo fa solo quando ritiene che intorno non ci siano pericoli.
Un periodo di preoccupazione che dura mesi gli toglie proprio questa possibilità, perché il cervello non arriva mai a dichiarare il cessato allarme. Il vago resta acceso al minimo, mese dopo mese, e nel frattempo i muscoli del collo stringono per conto loro.
Ecco l'elenco di quello che lo disturba:
➡ muscoli del collo contratti da mesi, sternocleidomastoideo in testa
➡ testa spostata in avanti, con la nuca sempre compressa
➡ uno stato di ansia o preoccupazione che non si spegne mai
➡ respiro corto e tutto alto, con il diaframma che si muove poco
➡ traumi cervicali anche vecchi, come un colpo di frusta
➡ infiammazioni croniche di stomaco e intestino, che risalgono e rendono il collo più sensibile
🗺️ I SINTOMI CHE NE DERIVANO
Quando il freno resta abbassato, i sintomi compaiono lungo tutto il percorso del nervo, e sembrano non avere niente in comune tra loro.
➡ tachicardia e battiti accelerati senza motivo
➡ pancia gonfia e digestione lenta, a prescindere dai pasti
➡ testa ovattata e concentrazione difficile
➡ nodo alla gola e bisogno di sospirare
➡ sbandamenti e senso di instabilità
➡ nausea, tipica dopo un trauma al collo
➡ agitazione senza una causa vera e stanchezza che non passa col riposo
Negli anni ho visto tante persone con sintomi così, arrivate dopo un buon percorso di psicoterapia. Avevano capito molto di sé e gestivano meglio lo stress, ma dal lato dei sintomi fisici era cambiato pochissimo. È lì che ho capito quanto conta anche il lavoro sul corpo 🙂
🔄 IL CIRCOLO CHE SI AUTOALIMENTA
Il meccanismo si morde la coda, ed è la parte che lo rende così ostinato. L'ansia contrae i muscoli del collo, il collo contratto disturba il vago, il vago disturbato produce sintomi che spaventano. E i sintomi che spaventano alzano l'ansia, così il collo si stringe ancora di più.
A un certo punto è impossibile, oltre che inutile, capire se sia nato prima lo stato d'ansia o la contrattura cervicale.
Qui arriva un'indicazione interessante dalla ricerca. Una revisione sistematica di Pinna ed Edwards, su Frontiers in Psychology nel 2020, ha messo insieme gli studi su due cose. La variabilità del battito e la capacità di percepire quello che succede dentro il corpo: chi ha valori migliori su questi due fronti gestisce meglio le proprie emozioni.
Gli autori sono i primi a mettere le mani avanti, perché gli studi che rispettavano i criteri erano soltanto otto. E resta un'associazione: dice che le due cose viaggiano insieme, non che una causi l'altra.
🎯 LE SOLUZIONI: SI PARTE DAI MUSCOLI E DAL RESPIRO
Non esiste una cura per un'infiammazione che non c'è. Esistono invece cose molto concrete che ne ripristinano il funzionamento, e riguardano tutte i muscoli.
La prima è l'allungamento dello sternocleidomastoideo, il primo muscolo da cui partire. Si inclina lentamente la testa di lato, come per portare l'orecchio verso la spalla, poi si ruota dolcemente il viso verso quella stessa spalla. Quello che stai allungando è il lato opposto, quindi ricordati di fare anche l'altro.
Da lì il mento sale poco, quel tanto che basta a sentire ti**re davanti al collo, e si tiene la posizione 20 o 30 secondi per lato. Mai arrivare al dolore, e se compare un capogiro si torna subito indietro. Praticato ogni giorno, quel lato del collo è il primo posto in cui senti tornare un po' di morbidezza.
Poi serve il resto, perché un solo muscolo non basta mai. Mobilità per la nuca, forza dolce per reggere la giornata, e un respiro che riporti il diaframma a scendere a fondo.
Le manovre rapide sui cosiddetti punti del vago qualcosa danno, ma è un sollievo che dura il tempo che trova, e per me restano un piccolo pezzo del puzzle 😉
Quello che sposta l'ago è lo stimolo positivo e costante ai muscoli del collo, ripetuto nel tempo. Si comincia per la rigidità, che è il motivo per cui quasi tutti iniziano. E poi capita di accorgersi che insieme sono migliorate anche la digestione, il battito e la lucidità 💪
Se vuoi fare questo lavoro nel modo giusto, puoi accedere GRATUITAMENTE ai miei allenamenti della serie "Cervicale a Nuovo in 30 Giorni".
Ridanno al collo elasticità, mobilità e forza un passo per volta, e lavorano su tutta la postura: esattamente quello che serve per migliorare le funzionalità del Nervo Vago.
23/09/2026
Ci sono cose che ci succedono e che cambiano il modo in cui guardiamo il mondo.
Un fallimento.
Una delusione.
Una persona che ci ha ferito.
Un'occasione persa.
Una scelta sbagliata.
E dopo può diventare facile costruire delle regole:
“Non mi fiderò più.”
“Non ci proverò più.”
“Non sono portato.”
“Con me va sempre così.”
“Ormai sono fatto in questo modo.”
Il problema è che una regola nata da un'esperienza passata può iniziare a governare situazioni che non sono più quella situazione.
La persona davanti a te non è necessariamente quella che ti ha ferito.
L'occasione di oggi non è quella che hai perso ieri.
E tu non sei necessariamente la persona che eri quando hai commesso quell'errore.
Ma se continui a usare il passato come una previsione del futuro, rischi di prendere decisioni nuove con informazioni vecchie.
E questo è il punto.
Imparare dal passato non significa obbedirgli.
Significa guardarlo abbastanza da capire cosa ti ha insegnato...
e poi decidere cosa farne.
Puoi aver imparato a diffidare.
Ma puoi anche imparare a distinguere tra prudenza e chiusura.
Puoi aver fallito.
Ma puoi distinguere un errore da un'identità.
Puoi aver perso qualcosa.
Ma puoi smettere di vivere ogni nuova possibilità con la paura di perderla di nuovo.
La domanda quindi non è:
“Come faccio a dimenticare quello che è successo?”
Forse è:
“Quanto di quello che è successo sta ancora decidendo per me?”
Perché alcune catene non si vedono.
Sono convinzioni.
Abitudini.
Paure.
Racconti che ci ripetiamo da così tanto tempo da aver smesso di metterli in discussione.
E a volte la vera liberazione non consiste nel cancellare il passato.
Consiste nel poterlo guardare e dire:
“È successo. Mi ha cambiato. Ma non deve scegliere anche il prossimo capitolo.”
Il passato può essere una fonte di informazioni.
Può mostrarti cosa vuoi evitare.
Cosa vuoi proteggere.
Cosa devi imparare.
Ma non deve diventare una sentenza.
Perché la chiarezza non significa negare ciò che è successo.
Significa distinguere ciò che il passato ti ha insegnato da ciò che il passato ti sta ancora imponendo.
E questa distinzione può cambiare molte delle decisioni che prendi oggi.
Se senti che vecchie esperienze, paure o convinzioni continuano a occupare spazio nelle tue decisioni, CHIAREZZA nasce proprio per aiutarti a fare ordine, distinguere ciò che appartiene al passato da ciò che puoi ancora scegliere nel presente e riportare la tua attenzione su ciò che conta.
Scrivi “CHIAREZZA” nei commenti e ti invierò gratuitamente il link.
Perché fai fatica a dire di no agli altri (non è un tuo difetto)
Si dice sempre sì anche quando vorresti dire no se ti scusi per cose che non sono colpa tua, non è una debolezza. È un’abitudine che il corpo impara da bambino spesso nel rapporto con il papà per essere amato deve accontentare. Non posso essere semplicemente me stessa quest regola imparato da piccoli, resta anche da adulti ecco perché oggi fai ancora fatica a dir no ti sei rivista in questa frase? Seguimi.: nei prossimi video ti spiego cosa succede nel corpo, quando questo accade
Ti propongo una caption che puoi modificare Il dolore che torna sempre non è un caso. È un messaggio che il corpo continua a mandarti finché non lo ascolti. 🌿
Cervicale bloccata, mal di schiena cronico, stanchezza che non passa mai davvero — hai provato tutto, eppure il problema si ripresenta.
Perché lavori solo sul sintomo, non sulla causa.
Non sono una fisioterapista. Lavoro sui chakra, sulla psicosomatica, su massaggi costruiti su misura per te — perché ogni dolore racconta qualcosa, e io ti aiuto a capire cosa.
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Quando acquisiamo una nuova consapevolezza automaticamente, cambiamo tutta la chimica del nostro corpo.
La storia di due amici che si chiamano l’intuito e la ragione🫶🌹
Seconda parte delle malattie collegate ai sette chakra olistico
Le malattie collegate ai sette chakra olistico
08/06/2026
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