Compagni di viaggio- Angela Aiello

Compagni di viaggio- Angela Aiello

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Insegnante- Counselor. Compagni di viaggio nel percorso di crescita dei bambini, tra emozioni, gentilezza e consapevolezza.

03/10/2026

📚🔎 PALMANOVA, UNA STORIA STA PER ARRIVARE IN CITTÀ… E HA MOLTO DA RACCONTARE!

Ci sono libri che si leggono e libri che sanno trascinarci dentro una storia, facendoci incontrare personaggi, misteri e verità che attendono di essere svelate.
Giovedì 8 ottobre, Palmanova ospiterà un appuntamento dedicato alla letteratura e al fascino del noir, con Giovanni Taranto, autore de La Chianca – Le indagini del capitano Mariani, vincitore del Premio Elsa Morante 2026.

🏛️ La cornice sarà quella del Salone d’onore del Municipio di Palmanova, luogo di incontro e di cultura, che per una sera diventerà lo scenario di un viaggio tra le pagine di un romanzo tutto da scoprire.

🎭 E ci sarà anche una sorpresa: la partecipazione dell’Officina Teatrale di Gonars, che contribuirà a rendere questo appuntamento un’esperienza capace di andare oltre la semplice presentazione di un libro.
Perché quando la letteratura incontra il teatro, le parole possono prendere voce, le storie diventare emozioni e il pubblico sentirsi parte del racconto.

✨ Un invito rivolto a tutta la comunità di Palmanova.

A chi ama leggere, a chi è curioso, a chi desidera conoscere un autore e a chi crede che la cultura sia un’occasione preziosa per ritrovarsi e condividere emozioni.

Non serve essere esperti di libri gialli o di noir: basta la voglia di lasciarsi incuriosire da una storia e vivere insieme una serata diversa.

📍 DOVE: Salone d’onore del Municipio di Palmanova
📅 QUANDO: Giovedì 8 ottobre
🕡 ORE: 18.30

📖 LA CHIANCA
Giovanni Taranto
Le indagini del capitano Mariani – Avagliano Editore

💜 Palmanova, vi aspettiamo! Fate passaparola, condividete questo invito e venite a vivere con noi una serata in cui le storie diventano incontro.

Photos from Compagni di viaggio- Angela Aiello 's post 02/10/2026

💜 I NONNI: RADICI CHE ABBRACCIANO, MANI CHE SI PRENDONO CURA, CUORI CHE NON SI STANCANO MAI DI AMARE.

«Facciamo una foto insieme, perché certi abbracci meritano di diventare ricordi… e certi amori meritano di essere celebrati ogni giorno.» 📸�

Ci sono amori che non fanno rumore, ma sorreggono intere famiglie.

Sono gli amori dei nonni.

Quelli che accompagnano, aspettano, preparano, aiutano, organizzano. Quelli che si fanno trovare sempre pronti, che rinunciano a un po’ del proprio tempo per regalarlo ai nipoti, che trasformano un impegno in una carezza e una giornata qualunque in un ricordo da custodire. ❤️
I nonni di oggi fanno tanto. A volte tantissimo. Sono una presenza preziosa nella vita dei figli e dei nipoti, un sostegno concreto, un porto sicuro, un filo che tiene unite le generazioni.
Eppure, nella fretta delle nostre giornate, tra gli impegni, il lavoro e le corse quotidiane, rischiamo di dare per scontata la loro presenza. Ci abituiamo al loro esserci, dimenticando quanto amore, quanta energia e quanta fatica ci siano dietro ogni piccolo grande gesto.
È proprio da questa consapevolezza che, tre anni fa, è nata l’idea di una festa speciale, grazie all’intuizione di alcune maestre e attraverso il progetto Costruiamo Gentilezza.
Una festa che, anno dopo anno, è diventata una tradizione della nostra scuola. 🌱
Non soltanto un momento di incontro, ma un’occasione per dire GRAZIE.
Grazie per le mani che aiutano.
Grazie per il tempo donato.
Grazie per la pazienza, per gli abbracci, per le attese fuori da scuola, per le merende preparate e per quelle storie raccontate tante volte, che i bambini non si stancano mai di ascoltare.

Ma soprattutto, grazie per quell’amore che non conta le ore, che non misura i sacrifici e che spesso si esprime senza bisogno di parole.
E poi ci sono loro, i bambini, i nostri piccoli grandi maestri di vita.
Perché la gentilezza non si insegna soltanto con le parole: si semina attraverso i gesti, si coltiva con gli esempi, si fa vivere nelle esperienze condivise.
Vogliamo che i bambini imparino, fin da piccoli, a riconoscere il valore dei nonni. Che comprendano che dietro una mano tesa c’è un cuore che si prende cura, che il tempo donato è un regalo prezioso e che dire grazie significa accorgersi dell’amore ricevuto.
Perché educare alla gentilezza significa anche insegnare a non dare mai per scontato chi ci ama.
E allora, in questa festa, non celebriamo soltanto i nonni.
Celebriamo il legame tra le generazioni, la bellezza dello stare insieme, la memoria che incontra il futuro, le braccia che accolgono e le radici che permettono ai bambini di crescere con fiducia.
Celebriamo una comunità che si ritrova, che condivide, che si riconosce parte di una stessa storia.

E mentre i bambini sorridono, i nonni si incontrano e i cuori si avvicinano, ci auguriamo che resti a tutti una piccola, grande consapevolezza:

i nonni non sono soltanto un aiuto prezioso nella vita delle famiglie. Sono una ricchezza d’amore, di memoria e di presenza che merita di essere riconosciuta ogni giorno.
Non soltanto oggi.
Non soltanto con una festa.
Ma con uno sguardo in più, un abbraccio più lungo, una parola gentile e un grazie pronunciato con il cuore.
Perché il tempo passa, i bambini crescono, le giornate corrono…
Ma l’amore dei nonni lascia impronte che il tempo non cancella. 💜

Grazie a tutte le maestre che hanno dato vita a questa idea, a tutte le persone che hanno contribuito a realizzarla, alle famiglie e, soprattutto, a tutti i nonni che ogni giorno costruiscono gentilezza con la loro presenza.

🌷 Costruiamo Gentilezza, un gesto alla volta, una generazione alla volta.
Angela Aiello

Photos from Compagni di viaggio- Angela Aiello 's post 30/09/2026

Quando si spengono i riflettori…

Quando si spengono i riflettori, arriva quella strana sensazione di rallentare, di lasciare andare la tensione e finalmente respirare.
La serata è finita.
Ed è stata bella. Bellissima. ❤️
Ho visto occhi lucidi, persone commuoversi, sorrisi, silenzi pieni di significato.

Dopo pochi minuti dall’inizio ho percepito qualcosa cambiare: la tensione si è allentata, le distanze si sono accorciate e le persone hanno iniziato semplicemente ad ascoltare.
Erano presenti le persone che avevamo immaginato: gente semplice, persone che hanno vissuto, che hanno storie, ferite, ricordi e parole ancora da dire.
E forse è proprio questo che desideravo.
Perché, come ho detto all’inizio della presentazione, fermarsi a parlare delle cose che contano davvero è già un primo gesto di cura per una comunità.
E questa sera ne ho avuto la conferma.
Gli unici davvero emozionati, forse, eravamo io e i miei figli.

Io perché desideravo entrare nel cuore delle persone.
Loro perché conoscono le mie fragilità e sanno che, qualche volta, l’emozione mi fa perdere il filo.
Mi fanno sempre sorridere quando mi dicono:
«Mamma, non leggere!»
Forse hanno ragione. 😊

Ma io non sono una presentatrice.
Sono un’insegnante, una donna che si emoziona, che si coinvolge profondamente in ciò che racconta e che, qualche volta, ha bisogno di una traccia per sentirsi più sicura.
Quando siamo emozionati, anche la memoria può farci qualche scherzetto.
Forse, piano piano, imparerò a lasciarmi andare ancora di più.
Sarà un’altra piccola conquista.
Ma questa sera ho capito che, anche così, qualcosa è arrivato.

Perché dopo la riflessione ho visto gli occhi delle persone cambiare.
E quando ho lasciato spazio alle domande, qualcuno ha iniziato a raccontarsi.

Sono arrivati frammenti di vita.
Dolori ancora aperti.
Il bisogno di accoglienza.
Il bisogno, semplicemente, di essere ascoltati.
Una persona ha raccontato di non riuscire più a credere nella gentilezza, perché nella sua vita era arrivata troppo tardi, quando aveva già ottant’anni.
E anche questo mi ha fatto pensare.
Perché la gentilezza non cancella il dolore.
Non può cambiare ciò che è stato.
Ma forse può ancora aprire uno spazio nel quale sentirsi accolti.

Mi ha fatto molto piacere ascoltare anche i ragazzi giovani presenti, che hanno avuto il coraggio di interve**re, di dire la loro, di portare il loro punto di vista.

E poi ci sono stati gli incontri che hanno reso questa serata ancora più speciale.

Rivedere Mimma e Giuseppe, persone del passato che hanno scelto di esserci.

Le colleghe che sono riuscite a ve**re.

I miei figli, con la loro emozione negli occhi.

Mio marito, che mi ha dato una mano,
E tutte quelle persone che, in un modo o nell’altro, hanno aggiunto valore a questa serata
Ma c’è una cosa che mi ha riempito il cuore più di tutte.

Ascoltare alcune persone raccontarmi che, in passato, le mie parole, il mio sostegno, una presenza, erano stati importanti per loro.
E io quasi non me lo ricordavo.
Questa cosa mi ha commossa profondamente.

Perché quando faccio qualcosa per qualcuno, quando cerco di esserci, quando provo a fare del bene… poi me ne dimentico.

Non lo conservo come un merito.

Forse perché, per me, voler bene e cercare di aiutare qualcuno è semplicemente una cosa naturale.

E allora questa sera ho scoperto qualcosa che non sapevo.

Che alcune parole che io avevo dimenticato, qualcun altro le aveva custodite.

Che alcuni gesti che per me erano piccoli, per qualcuno erano stati importanti.

Che magari, mentre io pensavo di non aver fatto abbastanza, qualcuno aveva ricevuto proprio ciò di cui aveva bisogno in quel momento.

E allora, quando finalmente si spengono i riflettori, mi porto a casa una certezza:

non sappiamo mai fino a che punto può arrivare un gesto fatto con il cuore.

Dare.
E poi dimenticare di aver dato.

Perché quando il bene è sincero, non ha bisogno di essere ricordato da chi lo compie.

Sono gli altri, qualche volta, a ricordarcelo.
E questa sera lo hanno fatto loro.
A me è rimasta la gratitudine.
Quella vera.
Quella che, a luci spente, fa ancora più luce. ✨💜

Photos from Compagni di viaggio- Angela Aiello 's post 30/09/2026

🌿 Quasi ci siamo…

È quasi arrivato il momento.
Gli ultimi accorgimenti, le ultime cose da sistemare…
Il copione da ripassare, gli oggetti da preparare, i libri, i segnalibri, le sedie da sistemare.
E poi i dubbi, l’emozione, quella piccola ansia buona che arriva sempre quando tieni davvero a qualcosa.

Ma poi succede una cosa strana, bellissima.

Quando fai qualcosa che ami, quando ci metti dentro una parte di te, pian piano tutto prende il suo posto…
e ti senti immersa, completamente.

Come quando ti lasci andare in una danza.
Non pensi più ai passi.
Li senti.

E così, ancora una volta, mi lascio guidare dal cuore.

Questa sera non vorrei semplicemente parlare di un libro.
Vorrei provare ad aprire una piccola porta, lasciare entrare qualche parola, qualche storia, qualche emozione… e vedere se riesce a trovare uno spazio nel cuore di chi sarà disposto davvero ad ascoltare.

Perché La pedagogia del cuore nasce proprio da questo:
dalla convinzione che educare sia prima di tutto prendersi cura.

E allora eccoci.

Con un po’ di emozione, qualche dubbio, tanta voglia di condividere…
e il cuore pronto a fare la sua parte. ❤️

Vi aspettiamo questa sera, dalle 18.30 alle 19.30, da Dolce & Salato.

Venite come siete.
Noi proveremo semplicemente a regalarvi un’ora da ascoltare… con il cuore. 🌷

Photos from Compagni di viaggio- Angela Aiello 's post 29/09/2026

Ieri il mio iPhone mi ha fatto un piccolo regalo. ❤️
Mi ha riproposto, quasi inaspettatamente, il video della serata del 10 giugno… quella della presentazione, delle emozioni, degli incontri, dei sorrisi e di tanti momenti che porto ancora nel cuore.
L’ho riguardato e mi sono emozionata.
E ho pensato che forse non è arrivato proprio per caso, proprio ieri.

Domani sera ci sarà un’altra presentazione, un altro luogo, un altro momento da vivere: mio figlio Christian mi aprirà le porte della sua caffetteria, il Dolce Salato, e ancora una volta ci sarà il mio libro, ma soprattutto ci sarà una parte di me.
Forse questo video è arrivato per ricordarmi di vivere anche domani con quello stesso spirito:
con il cuore aperto,
con gratitudine,
con emozione,
con la voglia di incontrare le persone e di condividere qualcosa che per me va ben oltre un libro.
Perché ogni presentazione non è soltanto una presentazione.

È un pezzetto di strada che si incontra con quella degli altri.
È una storia che si racconta e, qualche volta, diventa la storia di qualcun altro.
È un’emozione che passa da un cuore all’altro.

E allora accolgo questo piccolo regalo arrivato ieri come un invito.

A non avere aspettative.
A non preoccuparmi di come andrà.
A esserci, semplicemente.

Con tutta me stessa.

Con quella gentilezza che provo a seminare ogni giorno.
Con quella pedagogia del cuore che, prima ancora di essere un libro, è un modo di stare nella vita.

Domani sera ci sarò.
Con il mio libro, con la mia storia, con il mio cuore.

E chissà… magari anche con qualche nuova emozione da custodire. 🌱💜

Photos from Compagni di viaggio- Angela Aiello 's post 25/09/2026

💜 UN CUORE PER DIRE: “SEI DEI NOSTRI” 💜

Ieri, nella nostra scuola dell’infanzia, abbiamo vissuto un momento speciale di accoglienza, incontro e gentilezza.
Abbiamo preparato tanti piccoli cuori viola, uno per ogni bambino appena arrivato. Ma quei cuori non erano semplicemente dei lavoretti.
Erano un messaggio:

“Benvenuto nel nostro gruppo!” ❤️

Li abbiamo preparati insieme, scegliendo colori, nastri e piccoli dettagli, perché anche le mani dei bambini possono diventare mani che accolgono.
Poi ci siamo ritrovati tutti insieme, grandi, medi e piccoli, in cerchio.
E in quel cerchio c’era qualcosa di importante: la possibilità di dire a chi è arrivato da poco:
“Ti vedo.
Ti aspettavo.
Qui c’è un posto anche per te.”
Perché un bambino che entra per la prima volta a scuola non porta soltanto uno zainetto.
Porta emozioni, curiosità, qualche timore e il desiderio di sentirsi accolto.
E allora abbiamo scelto di regalargli un cuore. 💜
Perché la gentilezza non è fatta di grandi gesti.

A volte è un piccolo cuore di carta.
Un sorriso.
Una mano che si avvicina.
Un posto lasciato libero accanto a noi.
È dire, con semplicità:

“Vieni.
Siediti qui.
Facciamo un pezzo di strada insieme.”

Perché la scuola può essere anche questo: un luogo in cui nessuno deve sentirsi solo all’inizio del proprio viaggio.

🌱💜 E questo viaggio continua.

Tutto il materiale e la documentazione dell’attività sono stati inviati al sito di Costruiamo Gentilezza, perché questa esperienza possa entrare nella rete delle buone pratiche del progetto.
Ora aspettiamo con gioia di vedere l’evento pubblicato da Costruiamo Gentilezza e di condividere anche questo piccolo passo del nostro cammino.

Perché la gentilezza, quando viene condivisa, non rimane un gesto: diventa comunità. 💜
Maestra Angela♥️











💜

22/09/2026

Quando i bisogni trovano ascolto.

In questi giorni sto lavorando molto per programmare questo nuovo anno scolastico.
Idee, progetti, domande, aspettative… e anche qualche perplessità.
Oggi ho avuto un incontro con il mio nuovo dirigente scolastico.

È giovane, molto giovane. Ha quasi l’età di uno dei miei figli.
E forse proprio per questo, entrando nel suo ufficio, mi aspettavo semplicemente un colloquio di lavoro.
Invece è stato qualcosa di più.

Ho raccontato, velocemente — forse troppo velocemente, perché avevo paura di rubargli tempo — un po’ del mio percorso: i tanti anni nella scuola, le trasformazioni che ho vissuto, il mio modo di stare accanto ai bambini, le esperienze che mi hanno insegnato che educare non significa soltanto trasmettere qualcosa, ma soprattutto esserci.
Ho parlato anche delle colleghe con cui, negli anni, ho scelto di condividere il lavoro quotidiano, imparando che si può stare insieme per tante ore ogni giorno anche attraverso l’ascolto, l’accettazione, il rispetto delle differenze e la disponibilità a mettersi in gioco.
E lui ascoltava.
Non semplicemente ascoltava le mie parole.
Mi è sembrato in ascolto di ciò che c’era dietro quelle parole: delle mie perplessità, dei miei bisogni, delle mie aspettative.
Abbiamo parlato. Abbiamo progettato.
Abbiamo cercato insieme delle strade.
E alcune idee che avevo già dentro di me hanno trovato uno spazio possibile per diventare percorsi condivisi.

Sono uscita da quell’incontro con una sensazione bella: mi sono sentita accolta.

E mentre tornavo a casa ho pensato a quanto sia importante, nella vita come nella scuola, imparare a dire ciò di cui abbiamo bisogno.
Perché a volte abbiamo paura di farlo.
Pensiamo di disturbare, di chiedere troppo, di non essere compresi.
E invece, qualche volta, dall’altra parte c’è qualcuno disposto ad ascoltare.
Non è detto che possa accogliere tutto ciò che chiediamo.
Ma già il fatto di trovare uno spazio di ascolto può alleggerirci.

Esprimere un bisogno non significa pretendere una risposta.
Significa dare all’altro la possibilità di incontrarlo.
Oggi mi porto a casa proprio questo.
E anche una piccola certezza:
quando ci sono ascolto, disponibilità e rispetto,
si può ancora progettare insieme qualcosa di bello. 💜
Angela Aiello

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