BarbaraBoicelli_Naturopata
Holistic Operator
Erborista
Laurea in Chimica degli Alimenti e Prodotti Cosmetici,
Specialista Endometriosi
Linfedema e Lipedema
Assistant Spa
30/03/2026
good idea
29/03/2026
Nel capolavoro di Paramahansa Yogananda, La Seconda Venuta di Cristo, viene descritto questo incontro celestiale tra Gesù e Mahavatar Babaji.
Ecco i punti chiave di quella straordinaria missione:
Il patto tra Gesù e Babaji
Secondo il racconto di Yogananda, Gesù e Babaji sono in costante comunione spirituale e lavorano insieme per l'evoluzione dell'umanità. In questo dialogo mistico:
Gesù osserva che, nonostante le chiese fondate nel suo nome facciano del bene, hanno perso la tecnica per la comunione reale e diretta con Dio.
Babaji accetta la sfida di inviare un "messaggero" in Occidente per insegnare nuovamente l'arte della meditazione scientifica (il Kriya Yoga).
Lo scopo della missione
L'obiettivo non era convertire le persone a una nuova religione, ma:
Ripristinare il Cristianesimo originale: Recuperare l'insegnamento esoterico di Gesù, basato sull'esperienza interiore e non solo sulla fede dogmatica.
Dimostrare l'unità tra Yoga e Vangelo: Far vedere che le verità insegnate da Krishna e quelle insegnate da Gesù sono identiche.
La Meditazione come ponte: Usare tecniche come il Kriya Yoga per permettere a ogni individuo di "sentire" la presenza divina dentro di sé, realizzando la promessa di Gesù: "Il Regno di Dio è dentro di voi".
Il ruolo di Yogananda
Paramahansa Yogananda fu proprio il prescelto per questa missione. Egli arrivò in America nel 1920 portando con sé un messaggio di "Self-Realization" (Realizzazione del Sé), spiegando che la "Seconda Venuta" non è solo un evento fisico futuro, ma il risveglio della Coscienza Cristica all'interno dell'infinito spazio della meditazione di ogni ricercatore.
"È la tua meditazione profonda che ti farà conoscere Gesù." — Paramahansa Yogananda
26/03/2026
il punto d'incontro tra 2 mondi c'è sempre e spesso è molto più ampio di quello che pensiamo
Che emozione vedere parlare di senso biologico sui quotidiani.
"Il dolore è spesso percepito come un nemico da combattere immediatamente. Nella società contemporanea, al primo segnale di fastidio si cerca una soluzione rapida, quasi sempre farmacologica, nella convinzione che il dolore sia qualcosa da eliminare il prima possibile. Eppure la fisiologia racconta una storia diversa: il dolore non è soltanto un sintomo, ma anche uno strumento evolutivo che ha accompagnato la sopravvivenza dell’uomo. È proprio da questa idea che nasce la conferenza pubblica Non tutti i mali vengono per nuocere, tenuta il 18 marzo al Collegio Fraccaro di Pavia, con protagonista Michelangelo Buonocore, neurologo e neurofisiologo clinico con una lunga esperienza nella ricerca e nella medicina del dolore alla Fondazione Maugeri."
Per una volta non abbiamo "revisioni" da fare, e vale la pena la lettura della notizia: https://www.gazzetta.it/salute/20-03-2026/michelangelo-buonocore-spiega-il-ruolo-biologico-che-ha-il-dolore_amp.shtml
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